About me

 

SHORT BIOGRAPHY

Francesca Cristin, born in 1984 in Palmanova,Italy, studied graphic art and design at the Academy of Arts, Venice where she first began to become aware of herself as an artist. In 2010 she began her artistic career through the medium of photography, mainly using analogue technique, working on various projects looking at the relationship between herself and her own body.

Nowadays her work is focused on women and the bodies of women and in particular on the external internal relationship to their surroundings and their emotions. The use of words and voices is an integral part of her art; often laid out like a personal diary and woven in with her own words or those of whom she is working with, and expressed through audio visual installations or video performances; moments where words become sounds.

She has extended her artistic experience through Land Art installations and gained experience in photographic set building, working together with both photographers and designers, and has, in fact, worked on scenes for a number of short films. Other than photography and graphic design she has taken an interest in furnishing and design and is at present working in the Friuli region as a business image consultant as well as organiser of cultural and artistic events.

 

 

BIOGRAFIA

” Ho conosciuto la fotografia all’età di 15 anni frequentando l’Istituto Statale d’Arte “G. Sello” di Udine. Lì, studiando i grandi fotografi del ‘900, Tina Modotti il mio primo amore, Weston e Man Ray, Bresson e Gardin, per citarne alcuni trai miei preferiti all’epoca, imparai a leggere le loro immagini e sentirne il potere comunicativo ed artistico intrinseco. Ne fui contagiata ma fu frequentando le prime lezioni di camera oscura del professore e fotografo Stefano Tubaro, che mi appassionai completamente. I primi esercizi si facevano con la macchina fotografica della scuola, una pesantissima che dovevi restituire ogni volta. Si caricavano i rullini 35mm in un piccolo stanzino buio, tra spessi strati di tende nere ed aria viziata, poi si sviluppavano ed essiccavano. Rigorosamente a luce rossa. Era l’inizio della magica alchimia della fotografia. Dopo 3 anni di allenamenti stilistici di composizione e forma, in sala posa e in esterni; decisa che sarebbe stata la mia strada, convinsi mio padre della mia passione e così, per il mio diciottesimo compleanno, mi regalò la mia prima macchina fotografica analogica. ”

“Dopo i primi scatti in solitaria tra i paesaggi ampi e arati della pianura del Basso Friuli  (escursioni poco soddisfacenti se non solo per vantaggio di poter isolarsi un paio di ore) inevitabile era il pensiero fisso di poter esprimere me stessa attraverso quel mezzo, che non era solo meccanica e che mi avrebbe aiutato a sottolineare il mio punto di vista, ritagliare degli istanti, rubare il tempo al tempo che scorreva. Continuavo a pensare che era terribilmente affascinante. Come molti mi avvicinavo curiosa al reportage, alla street-photograpy memore della grande scuola degli autori passati. Coltivavo questa passione parallelamente agli studi in Accademia di Belle Arti, a Venezia; che dal 2004 fino al 2009 mi hanno vista impegnata e alle prese con acidi ed inchiostri, tecniche di stampa antiche e moderne. Calcografia e xilografia, serigrafia e litografia, per poi arrivare a quella atossica della gum-print. Non mi è ancora chiara l’ incongruenza dei pensieri che mi spinsero a fare un corso d’incisione piuttosto che di fotografia, sbalzi d’istinti alla soglia della prima maturità. Ancora oggi non me lo spiego.”


” In quegli anni accademici soffrivo l’incompatibilità del mezzo grafico e che mal si sposava con la mia urgenza di comunicare. Non riuscivo ad esprimermi ma ne ero attratta, forse per i processi alchemici così affini alla fotografia imparata in camera oscura, ostinata e decisa continuai il percorso ormai intrapreso, sperando un giorno di trovare risposta a questa ostilità di spirito che non mi abbandonava. Mentre l’incisone era ormai una battaglia quotidiana, la fotografia diventava sempre più un amante da frequentare in segreto, per me sola, era la fuga e lo sfogo; con dei periodi di stacco e di riavvicinamento, seguendo gli istinti e le pulsioni, la passione. Raccoglievo istanti e persone solo per il gusto di raccontarmi delle storie e mi bastavano le immagini che attraversavano il mio  sguardo, senza pretesa alcuna. Mi innamoravo e scattavo. Fantasticavo sulle vite degli altri.”

” Iniziavo a percepire un interesse sempre più intenso verso quella scatola magica  e volevo approfondirne gli studi. Iniziai  a partecipare ai workshop fotografici incontrando molti coetanei (e non) appassionati e carichi di informazioni con i quali discutevo sul valore aggiunto della fotografia analogica mentre l’era del digitale avanzava senza sosta. Convinta delle mie idee sulla fotografia vecchia maniera decido di comprare un ingranditore e costruirmi così la mia camera oscura. Inizio a stampare.”

“Da quel ormai lontano aprile del 2008 passato in camera oscura a stampare il mio lavoro su Berlino per partecipare alla lettura porfolio a Lucinico (GO) sono passati 4 anni e nel mentre mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2009 con il docente di fotografia Guido Cecere approfondendo per la tesi di laurea il lavoro fotografico di Mario Giacomelli; affascinata dalla sua visione della morte e della vita, della vecchiaia; ne ho tratto spunti e stimoli interessanti per il mio lavoro fotografico Mai nata . Conseguentemente ho intrapreso un corso di fotografia professionale a Pordenone, che mi ha permesso di entrare  nello studio fotografico di Cesare Genuzio dove, dal 2010, lavoro come stylist ed assistente. Negli ultimi anni, coltivo parallelamente alla fotografia la passione per il design, l’arredamento d’interni e la scenografia, ho collaborato con professionisti sia del campo della fotografia che del video e del cinema; mi occupo di allestimenti fieristici e show-room. Spinta sempre dalla curiosità verso nuove forme di espressione e comunicazione attraverso l’immagine (fissa o in movimento) desidero continuare ad intraprendere questo cammino.”